Parioli Avogadro: una società costruita dagli atleti

L’incontro tra un dirigente e un giovane allenatore ha segnato la nascita dell’Avogadro Parioli. Oggi Posto1 racconta, attraverso le parole del DS Leonardo Federico Mazza, una storia fatta di inciampi, chiusure, ripartenze e, soprattutto, di un gruppo che ha scelto di mettere i rapporti umani al centro della propria attività.

Le origini

Nel 2007 il professor di educazione fisica Luca Dal Buono, già parte del direttivo di una società preesistente, insieme al giovanissimo Leonardo Federico Mazza — oggi direttore sportivo — decide di fondare una nuova realtà, rilanciando il settore volley per valorizzare un potenziale fino ad allora inespresso.

Nasce così una società post-scolastica per ragazze e ragazzi, fondata su entusiasmo, passione e voglia di costruire. Nel 2008 arrivano le prime sfide ufficiali nei campionati FIPAV di III Divisione: l’emozione dell’esordio e una serie di vittorie iniziali segnano l’avvio di un percorso destinato a crescere nel tempo.

Quasi vent’anni di storia

Da allora sono passati quasi vent’anni. Oggi l’Avogadro Parioli, trainato dal settore femminile, disputa il Campionato di Serie D Femminile. A questo si affiancano diverse squadre agonistiche impegnate nei campionati territoriali, oltre all’intero settore giovanile, che prende avvio dal minivolley.

Alla guida, fin dall’inizio, c’è il DS Mazza, oggi affiancato dal direttore tecnico Lorenzo De Marco, da uno staff giovane e dai dirigenti Carlo Ricchi e Monica Gasbarri, figure di grande passione e continuità.

La stagione 2024/2025 da record

L’ultima stagione ha confermato la crescita del club con risultati di rilievo:

  • tre promozioni (I Divisione femminile, II Divisione femminile e II Divisione maschile);
  • playoff sfiorati in Serie D femminile;
  • titolo di Campionesse Provinciali Under 14.

Un’annata destinata a rimanere nella storia della società.

Ripartire dopo le difficoltà

Nel corso degli anni non sono mancati momenti complessi. Dopo il terremoto di Norcia del 2016, l’istituto principale in cui la società si allenava ha dovuto effettuare interventi antisismici, con la conseguente chiusura della palestra per un anno.

«Siamo riusciti a sopravvivere mantenendo una prima squadra e una giovanile — racconta Mazza —. Avevamo già completato tutta la filiera, ma non potevamo fare altro. Ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo ricominciato».

Dopo la pandemia, la società ha ricostruito l’intera struttura: «Post-Covid abbiamo rimesso tutto in piedi e adesso vogliamo continuare a crescere, sempre in modo sostenibile».

Una storia simbolo: ricominciare insieme

Tra le vicende più significative c’è quella della squadra di Prima Divisione femminile, protagonista di una straordinaria rinascita:

«Avevano tutte smesso di giocare. Avevo quel titolo sportivo e ho chiesto al gruppo se se la sentisse di ripartire dopo anni di stop. Il primo anno hanno perso le prime cinque partite e, con grande determinazione, hanno conquistato la salvezza. La stagione successiva ci hanno regalato la promozione in Serie D».

Un risultato ancora più speciale perché ottenuto da atlete non provenienti da categorie di alto livello, ma capaci di migliorarsi e vincere riprendendo semplicemente da dove avevano lasciato.

Radici e futuro

La società accoglie ogni fascia d’età: dai giovanissimi del vivaio — cuore pulsante e futuro del club — agli atleti storici che, dopo due decenni, vestono ancora con orgoglio questi colori.

Tra le figure chiave del nostro staff tecnico:

  • Marco Antognoli: ha mosso i primi passi nella pallavolo proprio con l’Avogadro, da atleta, per poi affermarsi come allenatore, intraprendendo all’interno della società un percorso tecnico in costante crescita.
  • Greta Bartocci: presente da tre anni, è stata protagonista di un significativo sviluppo del vivaio, contribuendo con competenza e dedizione alla formazione delle più giovani.
  • Luigi Carrozzo: alla sua prima stagione con noi, rappresenta una nuova risorsa su cui la società punta con fiducia, con l’auspicio che possa diventare una futura colonna portante.
  • Giulia Denisi: al terzo anno in società, sta contribuendo con entusiasmo e impegno al rilancio del settore maschile.

Il doppio paradigma: territorio e relazioni

«Siamo una società del territorio che, nel territorio, ha costruito qualcosa cercando di crescere grazie a ciò che il territorio stesso offriva. Questa è la nostra missione. All’Avogadro Parioli i giocatori entrano da piccolissimi e restano attraversando tutte le tappe della vita — scuola, università e talvolta anche il matrimonio — continuando a difendere i colori sociali finché possono. Nel tempo si è creata una vera realtà aggregativa: compagni di squadra che diventano amici, frequentano la società anche fuori dal campo e spesso restituiscono ciò che hanno ricevuto, impegnandosi come dirigenti o allenatori. Una società costruita, passo dopo passo, dagli atleti stessi.
Una grande famiglia sportiva”.

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