Una comitiva che diventa squadra, una passione che diventa lavoro e un sogno che diventa realtà: Posto1 si sposta sul litorale anord di Roma dove, nella città di Cerveteri, la RIM sta crescendo insieme alle sue due patron, due sorelle, Ilenia e Maura Rinaldi che, poco più che ventenni e con il supporto della famiglia, hanno deciso di scommettere tutto sullo sport.

Così, il volley ha incontrato il basket, la danza e il calcio dando vita alla RIMFamily. Ma la storia va raccontata per tappe e, a ripercorrerle, è stata Ilenia Rinaldi, Presidente della società sin dal 2013. Una piccola curiosità prima di iniziare il viaggio: all’epoca, a diciannove anni, la più piccola delle sorelle Rinaldi era la più giovane presidente di una società sportiva in Italia. Il vicepresidente di allora, Riccardo De Santis, aveva soli diciassette anni e, per affiliarsi alla FIPAV, la RIM dovette aspettare la sua maggiore età.

La genesi
“Abbiamo iniziato – ha spiegato Ilenia – spinti dalla volontà del nostro gruppo di amici che premeva per avere una squadra maschile che, a Cerveteri, non c’era. Si erano appassionati in tarda età vedendo le partite mie e di Maura. Già dal secondo anno, avevamo maschile, femminile e minivolley e ci muovevamo nelle palestre scolastiche”.

Un cambiamento radicale
“Inizialmente ci siamo dette: quello che succede, succede. Sia io che Maura, però, frequentavamo scienze motorie e l’idea che lo sport sarebbe stato il nostro futuro c’era già. Eppure, non immaginavamo tutto questo. Nel 2016 ci è capitata un’occasione. Il centro sportivo della città era in vendita da un po’ ed eravamo in contatto con l’ex proprietario. Nonostante fossimo giovani, era una possibilità che non potevamo lasciarci scappare e l’abbiamo acquistato. Col passare degli anni chiedo ai miei genitori come abbiano pensato di assecondare un investimento del genere. Io dovevo compiere 22 anni, Maura ne aveva 23, però, ci dicono sempre che erano convinti che insieme saremmo stati in grado di gestire il tutto”.

Ricostruzione
“Il centro versava in una situazione difficile, c’erano a malapena 200 iscritti che non rendono sostenibile una struttura del genere e lo stesso impianto aveva dei grossi problemi. Appena arrivati abbiamo ripulito tutto l’esterno, veramente qualsiasi cosa dagli spogliatoi ai giardini. A dicembre dello stesso anno abbiamo cambiato completamente la tensostruttura perché pioveva all’interno. L’anno successivo abbiamo messo il taraflex e ogni anno abbiamo aggiunto un tassello, il beach volley, il padel, nuovo manto del campo da calcio a otto. Oggi, abbiamo quadruplicato il numero di iscritti. Probabilmente potremmo incrementare ancora qualche numero all’interno dei gruppi, ma non ci sono fasce libere e questo è un orgoglio”.

L’approccio con gli altri sport
“All’inizio ci spaventava l’idea di occuparci di altre discipline, ma avevamo delle basi per le diverse attività. Ringrazieremo sempre i responsabili tecnici che abbiamo coinvolto perché ci hanno aiutato molto e aggiungerei le federazioni stesse”.

Fare sul serio
“Quando siamo passati dalla prima divisione alla Serie D, la musica è cambiata. Ci siamo fatti notare e siamo stati presi più sul serio. Abbiamo avvicinato allenatori qualificati tra cui Daniele Moretti che ricopre l’incarico di direttore tecnico del settore. A livello giovanile abbiamo fatto un bel lavoro sulla qualità, ma ci piacerebbe migliorare ancora e abbiamo raggiunto la massima categoria regionale sia al maschile che al femminile. La Serie C è un campionato molto valido e per noi è importante mantenere un buon livello. Al momento, la Serie B non è un obiettivo, ma sarebbe bello”.

Un ricordo indelebile
“La finale play off di Serie D ci rimarrà sempre nel cuore. Siamo partiti con un pullman pieno e macchine che ci seguivano, avevamo tinto il PalaFonte di verdeblù. Non avevamo mai giocato in quel modo, il COVID ci aveva messo i bastoni tra le ruote, ma quella squadra si era allenata anche a Pasquetta pur di arrivare preparata a ogni singolo appuntamento”.
Il fiore all’occhiello 

“Per noi è un grande vanto che Michelle Bruno, premiata come MVP Under 16 alle scorse Finali Nazionali Giovanili, sia cresciuta con noi. Frequenta il centro, tra pallavolo e centro estivo, da quando aveva 5 anni. Avevamo capito subito che aveva una marcia in più e delle doti fisiche fuori dal comune. Farla giocare con i pari età non era semplice e siamo certe che Volleyrò sia stata la scelta giusta per farla crescere al meglio. L’abbiamo seguita, lei è molto affezionataa alla RIM e ci sono grande stima e riconoscenza”.

Due sorelle alla guida
“Io e Maura siamo il giorno e la notte, ma lavorare insieme ci viene bene. Sulle cose importanti siamo in linea la maggior parte delle volte, ma, anche quando non siamo d’accordo, riusciamo a trovare una quadra. L’educazione dei nostri genitori ci ha permesso di avere rispetto e stima l’una dell’altra e non mi sognerei mai di andarle contro. Da sola non mi sarei mai buttata in quest’avventura e credo valga lo stesso per lei. Lei è la mia marcia in più al punto che non so come facciano gli altri presidenti ad essere soli. Non ti nego che ogni cena di famiglia diventa una cena di lavoro, ma basta saltarle ogni tanto (ride ndr)”.

Nobilitare lo sport
“Noi abbiamo deciso di portare avanti lo sport nella nostra città. Lo abbiamo già detto, per noi è un lavoro, ma questo tipo di investimento non è stato scontato. Il nostro centro sorge su un terreno edificabile e non è un dettaglio da poco perché Cerveteri avrebbe potuto perdere uno spazio di aggregazione importante. Noi stesse avremmo potuto sfruttarlo in un altro modo e, invece, ci stiamo mettendo tutte le risorse che abbiamo perché crediamo fortemente nello sport come strumento sociale. La nostra è una passione veramente viscerale, viviamo come una sorta di missione quotidiana. Non stiamo facendo questo lavoro solo per noi, è qualcosa che va oltre”.
 

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