Per la prima volta da quando è nata, la rubrica Posto1 esplora la provincia di Frosinone e lo fa scoprendo la seconda realtà pallavolistica più antica della Ciociaria: il Castro Volley. Attraverso le parole di Stefania Polidori, vicepresidente della società, è emersa chiaramente un tratto distintivo, l’orgoglio di essere castresi.
Dal Palio del Concone alla Serie C
“Siamo la seconda società più antica del CT Frosinone, prima di noi solo Argos Volley e sono 40 anni che facciamo pallavolo. La società è nata per gioco durante il Palio del Concone, una festa durante la quale le diverse contrade si sfidano in vari sport. Tra questi c’era la pallavolo, i partecipanti si divertirono così tanto che hanno formato una squadra. Inizialmente, si sono uniti a una polisportiva di calcio poi è arrivata Luciana Mantua, che ha preso in mano la situazione. Lei, oggi, è la nostra fan numero uno, ma è Luciana ad aver strutturato la società. Ha dato in mano le squadre ad allenatori qualificati e, prima del COVID, eravamo ai vertici provinciali soprattutto al maschile. Da circa 15 anni è subentrato Giovanni Saccocci, attuale presidente e abbiamo cercato di portare una ventata d’aria nuova. Abbiamo voglia di crescere a livello qualitativo e non solo di aggregare”.
La pallavolo in un territorio difficile
“Noi siamo una piccola realtà in territorio molto frazionato. Abbiamo riportato in palestra tanti ragazzi e ragazze, ma il nostro orgoglio più grande è aver raggiunto il Campionato di Serie C. Il nostro è un paese con meno di 5000 abitanti e, nonostante questo, abbiamo tutte le categorie. Non ti nego che c’è anche la voglia di fare qualcosa in più. Stiamo lavorando soprattutto al maschile perché abbiamo avuto la fortuna di avere dei ragazzi castresi veramente molto bravi che oggi giocano in Serie C, per noi sono delle eccellenze. La pallavolo femminile non ha ancora avuto quel quid per fare il salto di qualità, ci sono realtà vicine buone ed è difficile fare quel salto solo con nostre risorse. Non ti nego che in futuro speriamo di salire anche lì. Siamo seguiti da un ottimo Comitato, ma il territorio è molto vasto e distribuito”.
Una famiglia esigente
“Possiamo definirci una società a conduzione familiare, io sono mamma di due giocatori ed assieme allenatori qualificati, per me è un orgoglio. Il presidente è il padre di un ragazzo che ha giocato qua, ma la stessa Luciana ha iniziato in quanto mamma di una giocatrice. Tra noi si è creata una vera amicizia e abbiamo coinvolto anche i figli. Tonino Colapietro è con noi da sei anni e allena la Serie C e abbiamo coinvolto anche suo figlio nella gestione dell’immagine della società. Però, questo non significa che non siamo esigenti. Anzi, stiamo provando a fare un discorso qualitativo importante anche collaborando con società vicine, soprattutto al femminile”.
Rappresentare Castro
“Dobbiamo ringraziare il nostro Comune perché abbiamo una splendida palestra e l’amministrazione ci aiuta davvero in tutto. Non solo, quello che ci rende più fieri è avere una squadra molto giovane con un’età media di 23 anni con cui si può fare un discorso di crescita a lungo termine. Questo rende il lavoro molto più stimolante per noi e anche per i tifosi che iniziano a venirci dietro. Il nostro Comune non aveva mai avuto la Serie C in nessuno sport e siamo contenti di rappresentare il Borgo più Bello del Lazio (eletto lo scorso anno ndr.) in giro per la Regione. Per noi è importante, non è semplice avere queste cose in un paesino. Abbiamo lavorato per farci conoscere, la palestra si è riempita e la squadra piace. Abbiamo dimostrato che non c’è solo il calcio”.
Un ricordo ancora da vivere
“Dico una cosa forse impopolare, ma non abbiamo avuto ancora un episodio nella nostra storia che ci abbia stravolto completamente la visione. È stato un crescendo, un insieme di piccole cose di cui la Serie C, in cui siamo per il quarto anno, è stata il traguardo più importante. Spero, un domani, di poter raccontare un episodio che ci avrà appagato completamente”.
Dei ringraziamenti doverosi
“Per me e per il Presidente, Luciana Mantua c’è sempre stata ed è ancora la spalla su cui ci poggiamo nei momenti di difficoltà. Poi, vorrei ringraziare il Sindaco e l’assessore del Comune, sono amministratori giovani e ci seguono regolarmente. Sicuramente, voglio dire grazie alla mia famiglia per tutto il tempo che dedica alla pallavolo, ma, più in generale, tutti i nostri iscritti perché ognuno aggiunge il proprio pezzettino al gruppo, andando oltre il semplice allenamento. Infine, gli sponsor, parliamoci chiaramente, solo con le rette non riusciremmo a fare nulla. Qui si è creata una sorta di bolla in cui chi arriva sta bene, si trova una seconda casa che significa essere accoglienti e, al tempo stesso, severi, con voglia di migliorare”.
I simboli
“I colori societari sono il blu e l’arancione. Il logo è un castoro che viene dagli albori della società quando venne disegnato dai bambini del primo corso del minivolley. Ci siamo affezionati e ha sempre portato bene. Negli anni lo abbiamo reso un po’ più moderno”.
Il messaggio che deve passare
“Ci tengo che si capisca l’orgoglio di avere una squadra in grado di battersi per i primi posti della classifica. È una squadra, la Serie C, che è andata migliorandosi e ringiovanendosi. Noi qui non stiamo galleggiando, ma stiamo provando a fare qualcosa. Se ci riusciamo, bene. Se non ci riusciremo, saremo comunque orgogliosi di avercela messa tutta”.
