Entrare in palestra in punta di piedi, guadagnarsi la fiducia della vecchia guardia e costruire un nuovo corso senza dimenticare il passato: la Pallavolo Velletri si racconta attraverso la voce di Benedetta Belli, giovane responsabile del settore giovanile e capitano della prima squadra della società. Guidata dalla famiglia Barbiero, la Pallavolo Velletri o, come amano chiamarla i tesserati, la famiglia gialloblù è una realtà composita e aperta alle collaborazioni con le realtà vicine perché è sciocco creare ostacoli tra noi.
Incoscienti giovani
“La nostra è una società storica, ma i nostri allenatori sono molto giovani. Io ed Irene Barbiero siamo le più adulte e abbiamo 30 e 32 anni. Con noi abbiamo una serie di coach nati e cresciuti nel nostro vivaio e che sono passati alla panchina. Ovviamente, poi ci sono le prime squadre, la C Maschile in collaborazione con Albano e la Serie D Femminile, guidata da Irene Barbiero. La nostra è una squadra ripartita dalla terza divisione subito dopo il COVID e che in soli 4 anni ha raggiunto la Serie D. Oggi nel roster ci sono tutte ragazze under 20 e 4 over. Infine, abbiamo una seconda divisione sempre al maschile, allenata da Stefano Cipollari e Massimo Caravelli, ex giocatori della nostra società che hanno intrapreso il percorso da allenatori”.
60 anni e non sentirli
“Abbiamo festeggiato 60 anni di affiliazione nel 2024, diciamo che storicamente abbiamo privilegiato il settore maschile. Nel 2003 l’Under 15 Maschile di Mario Barbiero ha vinto lo scudetto nazionale e, per 2 stagioni (dal 2013 ndr.) abbiamo disputato il campionato di B2. Poi abbiamo deciso di ripartire perché il ciclo in un certo senso si era concluso ed era giusto puntare di nuovo sul settore giovanile. Da noi sono passati giocatori come Gabriele Maruotti che ha raggiunto traguardi incredibili, lo stesso Caravelli o anche Andrea Rondoni e Alessandro Serangeli che, oggi, giocano in Serie A3. Diciamo che questo stop e la successiva ripartenza è stata un processo abbastanza naturale, c’è stato un ricambio importante e, oggi, le nostre squadre sono composte quasi esclusivamente da ragazzi giovani e ragazzi molto giovani. Ci crediamo molto proprio perché abbiamo avuto, nel corso degli anni, delle vere e proprie eccellenze ed è importante anche capire la futuribilità di un giocatore, sapere cosa possiamo offrirgli e permettergli, se necessario, di spiccare il volo anche in società molto più grandi di noi”.
Collaborare
“Proprio per questo abbiamo dei rapporti di collaborazione continua con tutte le società dei castelli, da Genzano a Grottaferrata fino ad Ariccia. In particolare, abbiamo un progetto in comune con Albano, il Team Power Albano Velletri che disputa la Serie C e grazie al quale siamo arrivati in semifinale Eccellenza Under 19. Non vediamo il motivo di creare ostacoli tra noi, è sciocco. Per questo cerchiamo di portare avanti i progetti di collaborazione. Sappiamo non essere scontato, ma siamo convinti che sia la cosa migliore per i ragazzi che possono esprimersi al massimo delle proprie potenzialità. Insieme possiamo fare tante cose e creare squadre quantomeno competitive nelle proprie categorie”.
A Velletri
“Abbiamo un buon legame con l’amministrazione e siamo stati più volte ospiti del Sindaco per i risultati di questi ultimi anni. Partecipiamo attivamente alla festa dello sport e il legame con il territorio è forte, è la nostra linfa vitale. Realizziamo progetti all’interno delle scuole e cechiamo di dare anche il nostro contributo. Nelle scorse settimane abbiamo ospitato il CQR Femminile e, all’appuntamento, abbiamo invitato i nostri tesserati e i cittadini. Devo dire che abbiamo avuto un buon riscontro e crediamo che anche questo sia un modo per far appassionare i bambini al nostro sport”.
DNA gialloblù
"La nostra forza è la collaborazione tra generazioni. La 'vecchia guardia' — i grandi come Caratelli e Cipollari — una volta smessi i panni di giocatori hanno vestito quelli di allenatori, trasmettendoci ciò che ci accomuna davvero: il DNA gialloblù e un legame viscerale con questi colori.
Noi giovani allenatori, nonostante l’età, abbiamo già un’esperienza decennale: abbiamo iniziato quando giocavamo nell’Under 18, studiando e facendo i compiti a bordo campo con lo sguardo rivolto agli allenamenti di chi ci ha preceduto. I nostri maestri ci hanno introdotto e dato il via, facendosi da parte con piacere nel vedere la nostra passione.
Oggi siamo in palestra ogni giorno per proseguire il percorso che ci hanno tracciato. Io e Irene, ad esempio, siamo già impegnati a tempo pieno con i ragazzi; ma penso anche a Federico Alberto, che ha iniziato con noi a 6 anni e oggi gioca in prima squadra mentre allena i più piccoli. O ancora a Veronica De Luca, vent’anni, che gioca in Serie D e segue le giovanili, e a Michele Montibello. Siamo la dimostrazione vivente di una tradizione che si rinnova."
