Era il 1982 quando nel quartiere Monteverde, a Roma, nasceva la società Prometeo, una realtà che alla fine degli anni ’90 ha vissuto un cambiamento nel suo direttivo e che, salvata dal trio Rocca – Milici – Feliziani, ha ricominciato a vivere di pallavolo, aggiungendo, anno dopo anno, un tassello in più.
Oggi, Francesca Rocca, responsabile della Prometeo, ha raccontato le avventure di quasi 30 anni di gestione spaziando tra curiosità, iniziative solidali, obiettivi e il ricordo commosso di Marco Feliziani, primo Presidente dell’allora nuovo corso.
Un logo mitologico
“Il nome Prometeo richiama la mitologia greca e il mito del titano che ruba il fuoco agli dei per donarlo agli uomini” ha spiegato Francesca Rocca. “Il nostro logo ha Prometeo sulla roccia e in mano ha un pallone da pallavolo. In realtà era un acronimo e sia il nome che il logo sono stati pensati dalla prima gestione. Però, noi abbiamo deciso di tenerlo, ci piace questa ispirazione”.
Un quartiere pallavolisticamente vivace
“Monterverde è una zona complessa perché si sono tante società, ma è una zona interessante per la pallavolo perché è molto praticata. Noi siamo integrati bene, lavoriamo all’interno di una scuola e gestiamo diverse palestre. La nostra sede storica è la scuola elementare Giorgio Franceschi dove siamo da sempre”.
Un’iniziativa di cui andare fieri
“Abbiamo diverse collaborazioni, ma, in particolare, quella con Agorà ci rende particolarmente fieri. Si tratta di un’associazione che segue disabili cognitivi. Abbiamo iniziato con i bambini nei corsi di minivolley e l’esperimento ha funzionato benissimo, partecipiamo al volley S3 e ai torneoni con tutti gli iscritti. Dal 2017, abbiamo una squadra con i nostri specialini, siamo iscritti alla FISDIR (Federazione Italiana Sport Paralimpici degli Intellettivo Relazionali) e prendiamo parte alle loro iniziative. Per noi è molto importante ed è bello vedere come i ragazzi del nostro vivaio – a cui chiediamo supporto per gli allenamenti – rispondano sempre presente. Infine, facciamo una pallavolo un po’ alternativa per signore over 50”.
Obiettivo play off
“Quest’anno la nostra Serie C sta andando molto bene. Abbiamo raggiunto la categoria, per la prima volta nel 2015, poi siamo retrocessi e risaliti. Ci piacerebbe tanto provare a giocare i play off, probabilmente non siamo ancora strutturati per un campionato nazionale, ma sarebbe una bella soddisfazione raggiungere la fase promozione”.
Una crescita graduale
“Noi abbiamo circa 280 iscritti e 18-19 squadre, nel 1998 siamo partiti con una sola squadra. Alleno proprio da quel periodo e ho deciso di mettermi in gioco, io facevo la project manager, ma amo la pallavolo, è la mia passione. Abbiamo dedicato tanto tempo al settore giovanile, abbiamo creato un consorzio con SG e Roma 16 e cerchiamo di formare ragazzi che possano essere protagonisti anche con la prima squadra, quello è l’obiettivo principale. Aggiungo che, finalmente, dopo anni di difficoltà, stiamo facendo crescere dei giovani allenatori. Abbiamo 6 ragazzi del 2006 che abbiamo inserito e che stiamo formando così da integrarli al gruppo storico. Ogni anno aggiungiamo un pezzettino, dal preparatore atletico al secondo allenatore per tutte le squadre”.
Un grazie sentito
“Se mi chiedi qualcuno da ringraziare, non posso non menzionare Ruggero Milici, l’attuale Presidente e Marco Feliziani, che è scomparso a giugno dello scorso anno. Loro 2 mi hanno accompagnata sin dal quel famoso 1998. Devo dire che ho bellissimi ricordi di tanti giocatori che sono passati, che hanno realizzato il proprio percorso e che, magari, sono tornati. La Prometeo è una casa ed evidentemente abbiamo trasmesso qualcosa che va al di là della parte sportiva. Questo sport ha bisogno di un collettivo per essere giocato, un’unione che va dalla squadra fino al direttivo”.
Curiosità d’avanguardia
“Ci è sempre piaciuto buttarci anche sul lato della comunicazione e siamo stati tra i primi a creare un sito web. Ricordo anche un episodio molto particolare di anni fa: mi capita spesso di viaggiare e, nel 2009, ero in Israele. In quello stesso periodo la nostra prima divisione stava giocando i play off e Marco e Ruggero erano riusciti, grazie alle loro competenze informatiche, a realizzare una sorta di collegamento in streaming, sentivo l’audio di quello che succedeva e ricevevo i punti. Poi due ragazze mi vennero a prendere all’aeroporto al ritorno per festeggiare subito la promozione, custodisco questo ricordo con piacere”.
